Roberto Longhi, Breve ma veridica storia della pittura italiana, Aesthetica editore, 2013
Con spregiudicata autorevolezza Longhi, ah! quanto è evidente la forma “veridica” già nel titolo, passa in rassegna i principali artisti dell'Italia dal periodo bizantino fino all'affermato rinascimento spingendo delle revisioni e delle rivalutazioni e infine realizzando delle analisi insuperate.
All'apice, insuperabile, Piero della Francesca, classico, immutabile,
assoluto.
Vertice delle sue straordinarie produzioni le pareti del coro di San Francesco in Arezzo in immensi arazzi placidamente largamente variegati pur a prendere il tempo stesso visioni ampissime sicure di lontananze soleggiate.
Là, quando l'arte figurativa sarà per voi qualcosa di attivo, a proposito, Longhi sferza anche il pubblico dei suoi lettori/scolari, ah! quanto diverge dalla sciatta blandizia per cui il cliente ha sempre ragione e gli va lisciato il pelo, potrete ricevere, dice appunto Longhi, la sensazione di più alte che da qualsiasi creazione pittorica antica o moderna
Piero è elevato all'assoluto insuperabile. Piero è l'assoluto insuperabile.
Dove la matematica, la scienza, incontra l'arte e il colore e il disegno diventano strumenti di trasmutazione. Specialmente nel sogno di Costantino: una delle più grandi creazioni del genio italiano.
La monumentalità diventa superficie, il colore esteso. Il peso del colore.
L'assoluto, estremo e insuperabile è la sconfitta di Massenzio con il riposo del colore disteso in larghe superfici di riposo.
Incanto magico della sintesi prospettica di forma colore.
Quello che a volte è stato scambiato per freddezza e impassibilità o per superbia non è altro che il portato inevitabile della poesia prospettica, la poesia di quel mondo cristallino assoluto delle idee.
Ero a San Sepolcro di fronte al dipinto, l'affresco la resurrezione di Cristo.
Da Piero dunque la creazione del colorismo moderno come armonia calda solare di toni contrapposti e di gamba totale distesi sulle vaste praterie di un riposo coloristico non più raggiunto. Forse irraggiungibile.
Mi affascina pensare Piero alla radice italiana al metodo scientifico, prima di Bacone, prima di Galileo; laddove la scienza affonda le sue radici nell’arte.
(citazione: www.umbertonizzoli.it)